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| Verso il referendum per l'acqua pubblica |
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Di acqua, siamo/Come potremmo vendere noi stessi?/ l’acqua, sacra, desidera essere di tutti/ Come potremmo tradirla?/La causa degli amicii italiani è la causa di tutti/ Io, li abbraccio. Eduardo Galeano |
| Qui ho conosciuto purgatorio, inferno e paradiso |
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Mercoledì 8 giugno alle ore 19.00 presso la libreria Culture di Reggio Calabria MdS presenta: Prima di andare a Vieni via con me ospite di Roberto Saviano, pochi conoscevano il coraggio e l'impegno di questo prete anti-'ndrangheta. Si chiama don Giacomo Panizza e la sua storia è stata raccontata davanti a milioni di italiani. Bresciano di origine, don Giacomo Panizza si trova assegnato nel quartiere più estremo di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro. Qui inizia a lavorare a contatto con persone disabili. Accetta di utilizzare a scopi sociali un palazzo requisito ai Torcasio, la famiglia malavitosa più temuta della zona. Non solo lo stabile assegnatogli dista pochi metri dalle abitazioni dei mafiosi a cui è stato sequestrato, ma ogni volta che deve accedere alla struttura deve bussare proprio a loro. Don Giacomo Panizza ha ricevuto molte minacce, la sede è stata più volte danneggiata, qualcuno addirittura è arrivato a sabotare i freni dell'auto di un disabile. Ma don Giacomo non ha mai smesso di metterci coraggio e lottare. In questo dialogo serrato con Goffredo Fofi, non solo emergono la fibra morale di un uomo che si è dedicato ai più deboli della società, ma anche soluzioni concrete per battere la cultura della mafia: "Bisogna che tanti facciano poco, più che pochi facciano molto. Contro le mafie non serve Rambo. Serve che tutti ci impegniamo per la libertà di tutti, e la legalità è cosa nostra, un tassello di questo impegno". Solo così il Sud potrà sprigionare pienamente la propria bellezza. |
| Verso il referendum del 12 e 13 giugno: appello di P. Alex Zanotelli |
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“Dateci da bere!; gridano oggi milioni di impoveriti. In un Pianeta , dove la popolazione sta crescendo e l’acqua diminuendo per il surriscaldamento, quel “dateci da bere!” , diventerà un grido sempre più angosciante. L’ONU afferma che , entro la metà del nostro secolo, tre miliardi di esseri umani non avranno accesso all’acqua potabile. E’ un problema etico e morale di dimensioni planetarie che ci tocca direttamente. Di fatto, l’acqua è sacra, l’acqua è vita, l’acqua è la madre di tutta la vita sulla terra. Senz’acqua gli esseri umani non possono vivere, per cui diventa , fin dalla nascita, un diritto fondamentale umano. Per questo non possiamo accettare la legge Ronchi, votata dal nostro Parlamento(primo in Europa)il 19 novembre 2009, che dichiara l’acqua come bene di rilevanza economica. Così scrive il vescovo cileno Luis Infanti della Mora nella sua lettera pastorale Dacci oggi la nostra acqua quotidiana.:”La crescente politica di privatizzazione è moralmente inaccettabile quando cerca di impadronirsi di elementi così vitali come l’acqua, creando una nuova categoria sociale: gli esclusi. Alcune imprese multinazionali che cercano di impadronirsi di alcuni beni della natura e soprattutto dell’acqua, possono essere padrone di questi beni e dei relativi diritti, ma non sono eticamente proprietarie di un bene da cui dipende la vita dell’umanità. E’ un’ingiustizia istituzionalizzata che crea ulteriore fame e povertà facendo sì che la natura sia la più sacrificata e la specie più minacciata sia quella umana, i più poveri , in particolare.” Padre Alex Zanotelli
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| Premio Anassilaos Mimosa 2011 |
| Maestri di Speranza ha ricevuto il premio Anassilaos Mimosa 2011, assegnato a donne e associazioni distintesi per la difesa dei diritti umani e, in particolare, della dignità femminile. Il premio è sato assegnato a Margaret Ongombe, referente in Kenya del progetto di MdS "On the same boat". In una società ancora profondamente maschilista Margaret gestisce, coordina, anima le iniziative del Centro Scout di Nyandiwa: percorsi di formazione, educazione sanitaria, momenti di aggregazione, assistenza medica, iniziative di lavoro e professionali sono tutti coordinati da Margaret. La sua capacità, la sua ostinazione, la sua sensibilità costituiscono un riferimento per tutto il villaggio di Nyandiwa e per tutti i collaboratori del Centro IKSDP. Il cambiamento passa attraverso l'impegno di donne come Margaret, testimonianza di come la libertà e l'emancipazione possano essere conquistate: a prezzo di fatica, certo, ma è una sfida che vale la pena abbracciare. E alla quale MdS non cesserà mai di dare un contributo. |
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